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domenica 20 giugno 2010

Fare un fodero nello stile dei Nativi americani


Sopra: un fodero Crow, ultimo quarto dell'800

Come è ovvio che sia i foderi per coltelli realizzati dai Nativi americani potevano essere divisi in due grandi tipologie. Da un lato vi erano oggetti finemente decorati, ricchi di perline, frange e di tutto ciò che poteva renderli simboli dello status del loro proprietario (o proprietaria). All'estremità opposta si trovavano i foderi (ma anche altri manufatti) di pura utilità, nei quali la funzione di protezione della lama del coltello era l'unica ragion d'essere dell'oggetto. La pelle conciata alla maniera Indiana ( o quella scamosciata in genere) mal si presta a contenere una lama. Durante il suo uso è possibile che il filo o la punta del coltello consumino la pelle stessa. Per questo motivo i foderi destinati ad un uso quotidiano erano realizzati in pelle grezza, materiale molto resistente ma, nel contempo, poco propenso a lasciarsi decorare con l'utilizzo di un ago. E' per questo motivo che si iniziarono a realizzare dei foderi che univano la resistenza della pelle grezza alla possibilità del decoro a perline dato dalla pelle conciata. Il fodero era così in realtà doppio: l'anima interna, in resistente cuoio, conteneva la lama senza usurarsi mentre la parte esterna, in pelle conciata, poteva essere decorata e frangiata secondo il proprio gusto. Nella foto a seguire è possibile vedere un mio fodero (già mostrato in precedenza) insieme ad una immagine dello stesso ancora "aperto". Come si nota l'interno contiene un altro fodero, stavolta in cuoio, che assicura massima resistenza all'insieme. Nella stessa immagine si può notare anche, accanto al passante intagliato a forma di "V", una piccola striscia di pelle bianca. L'uso di questa striscia è un accorgimento ulteriore, usato dagli artigiani, per proteggere dal filo della lama la cucitura laterale del fodero.


sabato 8 maggio 2010

Borse da caccia



Pur prediligendo personalmente i manufatti provenienti dalle Pianure e dal Plateau è da ammettersi come i popoli che abitavano le Woodlands avessero sviluppato uno stile loro ben preciso unito ad una elevata complessità nella sua realizzazione. Popoli quali gli Huron, i Delaware, gli Irochesi e la lega delle cinque Nazioni in generale, affinarono un artigianato estremamente complesso, spesso basato sulla tecnica del ricamo con gli aculei del porcospino, dove però ogni singolo lavoro era riccamente eseguito e dove i motivi di ispirazione floreale erano accompagnati da linee curve che sembrano inseguirsi l'un l'altra.
Lo stile di questi antichi pezzi è spesso influenzato dai tessuti e dai ricami dei coloni con cui per primi questi popoli vennero in contatto. Ho già raccontato di come alcune donne Ojibwa si recassero regolarmente nella chiesa della loro missione e vi rimanessero a lungo quasi tutti i giorni, nella meraviglia delle suore lì residenti. Il mistero fu chiarito quando le buone sorelle scoprirono che le donne della tribù si intrattenevano in chiesa per... ricopiare i ricami dei paramenti sacri, in modo da poterli poi riprodurre sui propri lavori. Da questa commistione vennero fuori manufatti molto elaborati, dove gli stilemi dell'arte sacra cristiana si mischiavano con il gusto dei popoli delle "Terre delle Foreste". La stessa pelle usata per i lavori era diversa da quella comune nelle Pianure, in quanto quasi sempre di colore scuro, perchè tinta con il mallo di noce. Uno degli oggetti su cui tale arte si esercitava era la "borsa da caccia". Erano borse in pelle destinate a contenere le munizioni necessarie e la selvaggina presa durante le battute di caccia appunto. Sembra che l'ispirazione per un tale tipo di borse sia venuta ai Nativi osservando le bandoliere portate dagli eserciti, inglesi e francesi, con i quali vennero in contatto. Seppur nate come strumento d'utilità questo tipo di borse a tracolla finirono per divenire oggetti sempre più elaborati e quasi identificativi di quelle culture.

Una mia borsa da caccia nello stile delle Woodlands