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lunedì 2 luglio 2012

La Stella del Mattino



Da "Ceremonial Bundles of the Blackfoot Indians" di Clark Wissler, pubblicato su Anthropological Papers of the American Indians, American Museum of Natural History :
"Un amuleto Piegan più complesso ha un bottone in ottone nella parte superiore a simboleggiare la Stella del Mattino, l'elemento ricurvo rappresenta la "Donna del Sole" (la Luna). Lungo i bordi dell'elemento in rame ci sono dodici chiodi in ottone, a rappresentare le stelle. I piccoli campanelli rappresentano invece gli ammassi stellari, anche se le informazioni raccolte su quest'ultimo punto non sono definitive".

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From "Ceremonial Bundles of the Blackfoot Indians" di Clark Wissler, Anthropological Papers of the American Indians, American Museum of Natural History :
"A more complicated Piegan charm has... "The brass button at the top stands for the morningstar; the curved crosspiece, the sun woman (the moon). Along the edge of the latter were twelve brass nails, representing stars. The bunch of four small bells is said to stand for star clusters, though on this point our information is not definite".
Uno charm da me realizzato basandomi su quello descritto. L'elemento a forma di mezza Luna è ricavato da una vecchia pentola in rame.







venerdì 4 febbraio 2011

"Goot Trade"


Il commercio fra gli Indiani d'America era una attività molto importante. Con gli scambi si potevano ottenere beni che non era possibile trovare sulle proprie terre. Ogni popolo aveva i propri prodotti, che potevano essere alimenti, pelli lavorate o crude, capi di abbigliamento. Con l'arrivo dei bianchi e la costruzione dei primi avamposti (che furono all'inizio essenzialmente commerciali) questi commerci si moltiplicarono enormemente. "Goot Trade" era il modo in cui era pronunciata dai Nativi la frase "Good Trade", un "Buono Scambio".

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Trade between American Indians was a very important activity. With trade could be obtained goods which could not be found on their land. Every nation had its own products, which could be food, raw or processed hides, clothing. With the arrival of whites and the construction of the first outposts (which were essentially commercial at the beginning), these businesses increase enormously. "Goot Trade" was the way in which was pronounced by Natives the sentence "Good Trade", a "Good Exchange".


domenica 28 novembre 2010

Bacoritse – le rocce medicina


Rock medicine nello stile Crow

opera di Angela Swedberg

Fra i Nativi Americani esistevano diversi diti di "sacchetti" o involucri della medicina (medicine bundle), ed ogni nazione ne aveva di particolari. Come osserva Anna Maria Paoluzzi in una sua analisi sull'argomento:"Quelli che contengono rocce magiche sono forse i “medicine bundles” più diffusi tra i Crow; ad alcune di queste rocce veniva attribuito un potere sacro tale da porle sullo stesso livello, o a livello superiore, dei “medicine bundles” usati nella Danza del Sole. Il termine Apsaalooke "Bacoritse", roccia sacra o roccia magica viene in genere attribuito a tutte le rocce di forma particolare, in particolare ai fossili; il carattere sacro della roccia rimane comunque, anche se la roccia non presenta alcun potere magico. Quando un Crow si imbatte in una bacoritse, le rivolge una preghiera, invocando per sé fortuna, salute e felicità. Può anche raccoglierla, sperando in questo caso che la roccia stessa gli appaia in sogno. Se ciò capita, la roccia diventa “magica” e ne viene fatto un “medicine bundle”. In caso contrario, la roccia rimane comunque sacra, ma non le viene attribuito alcun potere particolare. Le visioni legate alle bacoritse possono presentarsi anche in forma umana: la persona apparsa è la personificazione della roccia stessa, oppure l’essere sovrannaturale si presenta reggendo in mano la bacoritse. Nella visione vengono rivelati anche altri dettagli: l’ubicazione esatta della roccia, il suo sesso, il rituale che ne deve accompagnare la scoperta , i suoi poteri e i tabù che il suo scopritore dovrà osservare per assicurarsene la maa’xpé. Al termine della visione, ci si dovrà immediatamente mettere alla ricerca della roccia, che verrà riconosciuta dal suo odore di sweet grass (nome botanico: Hierochloe odorata, ma rifiuto di usare l’orrida traduzione “avena odorata”) e osha (nome botanico:Ligusticum porteri). Le bacoritse possono essere di sesso maschile o femminile. Quelle femminili sono a forma d’uovo, oppure gastroliti o ammoniti fossili; le maschili sono sezioni fossili di baculiti, le rocce in cui si possono scorgere crepe che formano visi umani, o più genericamente le rocce a punta. Secondo gli Apsaalooke, se queste rocce vengono lasciate indisturbate, si accoppieranno e produrranno rocce più piccole, anche queste dotate di maa’xpé, il cui potere sarà proporzionale a quello già posseduto dalle rocce genitrici e che potrà eventualmente essere accresciuto dai successi del loro possessore. Le rocce “figlie” ereditano dai genitori anche i tabù ad esse connessi.Le bacoritse vengono ereditate dal figlio o dalla figlia più anziana del loro possessore; se questi non ha figli, l’involto con le rocce magiche viene passato al parente più prossimo con una cerimonia particolare e lo scambio di quattro doni. Se una donna sposata ha una visione che le attribuisce il possesso di una bacoritse, questa viene data al marito".

Il testo completo della analisi di Anna Maria Paoluzzi può essere consultato a questo indirizzo:

http://win.farwest.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=3778

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Among the Native Americans there were different types of "medicine bags" or medicines bundles, and every nation had one of it. 
As Anna Maria Paoluzzi observes in her analysis on the matter: "Those that contain magic rocks are perhaps the "medicines bundles" more diffused among the Crow; to some of these rocks such a sacred power was attributed to put them on the same level, or to superior level, of the "medicines bundles" used in the Dance of the Sun.  The Apsaalooke (Crow) term "Bacoritse", sacred rock or magic rock, is generally attributed to all the rocks with a particular form, particularly to the fossils; the sacred character of the rock remains however, even if the rock doesn't introduce some magic power. When a Crow comes upon a Bacoritse, it turns her a prayer, invoking for itself fortune, health and happiness. He can also pick up it, hoping in this case that the same rock appears him in dream.  If this happens, the rock becomes "magic" and is done from there a "medicines bundle." In contrary case, the rock is sacred however, but it's not attributed to it any particular power. The tied up visions to the bacoritses can also present in human form: the appeared person is the personification of the same rock or the being supernatural. In the vision other details are also revealed: the exact location of the rock, his/her sex, the ritual that must accompany the discovery, his/her powers and the taboos that his/her discoverer must observe for assuring him of it the maa'xpé of it. At the end of the vision, it will immediately owe to search the rock, that will be recognized by his/her odor of sweet grass (botanical name: Smelled Hierochloe ) and osha (botanical name:Ligusticum porteri) 
The bacoritses can be of masculine or female sex. Those female are to form of egg or gastroliti or fossils admonished; the masculine ones are sections fossils of baculiti, the rocks in which cracks can be perceived that form human faces, or more generically the rocks to point.
According to the Apsaalookes, if these rocks are left unmolested, they will join him and they will produce smaller rocks, also these endowed with maa'xpé, whose to be able will be proportional to that already possessed by the rocks parents and that can eventually have increased from the successes of their holder. The rocks "daughters" they also inherit from their parents the taboos to them connected. 
The bacoritses are inherited from children or from the most elderly daughter of their holders; if these doesn't have children, the bundle with the magic rocks has passed to the next relative with a particular ceremony and exchanges with four gifts. If a married woman has a vision that attributes her the possession of a bacoritse, this is given to her husband".

The complete text of the analysis by Anna Maria Paoluzzi can be consulted to this address:

http://win.farwest.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=3778

Una "roccia della medicina" in forma d'orso da me realizzata

sabato 7 agosto 2010

Nonna Tartaruga


Sopra: amuleto per il cordone ombelicale Sioux

Fra le Prime Nazioni la tartaruga era considerata un simbolo di forza, perseveranza e fertilità. Era tale il rilievo ad essa riconosciuto che il suo simbolo era parte del linguaggio dei segni usato per comunicare fra tribù diverse. Nelle Grandi Pianure il segno della tartaruga era un augurio di lunga vita. Ma la tartaruga era anche il simbolo della verità e conoscere la verità voleva dire capire e restare fedele alle leggi fondamentali del Creatore. Era anche credenza che la "Nonna Tartaruga", l'antenata ancestrale di tutte le tartarughe, fosse presente quando il Creatore diede agli uomini le sette leggi sacre. "Nonna Tartaruga" era lì per garantire che le sacre leggi non sarebbero state dimenticate. Le placche sul dorso della tartaruga sono 13. Esse indicavano le 13 lune che compongono una singola rivoluzione della terra attorno al sole, testimoniando la verità del dettato del Creatore e delle sue leggi. Sul dorso ci sono anche 28 segni. Essi rappresentavano il corpo femminile e i suoi ritmi legati al ciclo lunare. L'intero guscio dell'animale serviva a ricordare agli uomini i piani del Creatore ed il loro realizzarsi nella realtà.
Per ogni nuova nascita nelle Pianure era uso comune di realizzare degli amuleti in forma di animali totemici per il bambino. Dato il significato che era riconosciuto alla tartaruga molti di questi amuleti avevano la forma dell'animale. Essi erano decorati con perline, aculei di porscopino etc. ed appesi alla culla del piccolo. All'interno dell'amuleto era conservato il cordone ombelicale essicato del nuovo arrivato.

Un mio amuleto in forma di tartaruga

domenica 25 luglio 2010

"Buona Medicina"



Borsa della medicina Mi'kmaq
ricavata dalla zampa di un orso

L'usanza di costruirsi e portare con sè una piccola borsa o un fagotto dove conservare amuleti personali era diffusa su tutto il territorio Nord Americano. Questi oggetti erano realizzati nei più disparati pellami (pelli di lontra, di cervo o anche di uccelli) e la scelta del tipo era determinata dalla "visione" che il suo artefice aveva avuto. Se nella sua esperienza mistica il guerriero aveva visto una gazza allora quella era la pelle che doveva usare per il suo sacchetto della medicina. Il contenuto invece era il più vario. Si trattava comunque sempre di oggetti o vegetali che avevano avuto un posto di rilievo nella visione avuta e che si riteneva avrebbero protetto chi li portava indosso.

Esistono nei musei alcune di queste borse della medicina con ancora il loro contenuto ma sono oggetti abbastanza rari da trovare sul mercato dell'antiquariato.

Il motivo è abbastanza semplice: la fede nella potenza dell'oggetto era tale che il suo proprietario non se ne sarebbe mai disfatto volontariamente. Basti dire che, nelle Pianure, un guerriero che avesse perso il proprio sacchetto (per esempio in battaglia) non poteva assolutamente realizzarne un altro. L'unico modo per essere ancora protetti da una "Buona medicina" era quello di sottrarre in una spedizione l'amuleto di un guerriero nemico.

Anche quando i missionari completarono la loro opera di evangelizzazione gli Indiani convertiti, pur accettando di non portare più indosso il proprio sacchetto, si rifiutavano categoricamente di darlo o venderlo a chicchessia e sceglievano invece sempre di seppellirlo in un posto conosciuto solo da loro.

un mio sacchetto delle medicina

domenica 4 luglio 2010

Le piste dell'arte


 Faretra e fodero per arco Nez Percè riccamente decorati
con i motivi geometrici tradizionali

Nel loro studio ormai classico sui decori a perline dal titolo "Crow Indian Beadwork" gli autori, W. Wildschut e J. C. Ewers, notavano i frequenti rapporti di scambio culturale avvenuti fra la Nazione Crow (o meglio Apsaaloke nella loro lingua) ed i popoli che abitavano le zone del Plateau, nel Nord est degli USA. Questi scambi erano prima di tutto commerciali, i prodotti raccolti sulla costa o coltivati sull'altopiano viaggiavano per migliaia di chilometri per raggiungere le Pianure dove sarebbero stati scambiati con pelli di bisonte, cavalli etc. Tutto questo cammino si traduceva poi in una influenza reciproca sui motivi e colori che erano riportati sui prodotti dell'artigianato. Caratteristica comune era l'uso di una vasta tavolozza di colori che andava dall'azzurro molto chiaro (usato spesso come sfondo) per passare al verde ed al blu scuro trasparenti, al giallo e così via. Un altro elemento comune ai due popoli era quello di ricreare, con l'uso del ricamo a perline, i disegni e gli elementi che componevano i decori anticamente dipinti sulle "Parfleche" (contenitori in pelle grezza) di cui avevo già detto. E così una serie di triangoli, spesso l'uno dentro l'altro, di fasce dove il colore procedeva in strisce diagonali andavano a comporre i ricchi manufatti di questi abili artigiani.

Un mio sacchetto della medicina nello stile del Plateau. L'originale da cui ho preso spunto è realizzato dalla famosa artista Angela Swedberg. Alcuni dei suoi lavori sul tema sono visibili a questo indirizzo: http://angelaswedberg.blogspot.com/2009/05/good-medicine.html