sabato 25 settembre 2010

L'arte della pazienza


Sopra: Borsa Crow (1860-1880) 

Come ho avuto modo di dire il decoro a perline è un arte che richiede pazienza. Occorre mantenere una certa concentrazione durante il lavoro e saper attendere del tempo per vedere il proprio risultato. Ma è anche un modo per seguire ritmi che ormai non esistono più. Potersi concentrare sul processo di creazione, come mi è stato spiegato, è altrettanto importante della creazione stessa. Queste nella foto a seguire sono le varie parti di una mia borsa ancora da finire. E' realizzata con pelle, panno di lana rosso e con perline in misura 12/0 e 14/0 di inizio 900. Quella che assemblata sarà la parte inferiore è ricavata dalla vescica di un giovane bisonte.

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As I have said the beadwork is a kind of art that needs patience.
It's necessary to maintain a certain concentration and to know how to attend some time to see the finally result.
But it's also a way to follow rhythms that don't exist anymore. To be able to assemble in the process of creation, as it has been explained me, it's important as the same creation. This on the next picture is one not still ended purse of mine.
It's realized with hide, red cloth inside and beads in size 12/0 and 14/0 of the beginning of '900.
The piece that assembled will be the lower part of the pouch is drawn by the bladder of a young bison.


giovedì 2 settembre 2010

Roll on Columbia, Roll on


Come qualcuno molto più bravo di me ha detto il decoro a perline non è la forma d'arte più veloce al mondo.
A seconda della complessità del motivo (e della personale abilità) possono essere necessarie molte ore prima di vedere un lavoro finito.
La fase di realizzazione però, per chi è appassionato,  può essere  un momento di relax, una specie di "meditazione". Ecco allora un mio lavoro in fase di realizzazione. 
 L'originale, visibile nella prima foto, è una "Flat Bag" della zona del Plateau risalente al 1860.
Essa è stata riprodotta per un progetto museale dalla maggiore artista ed esperta del settore:
http://angelaswedberg.blogspot.com/2010/07/ca-1860s-plateau-bag-replica.html
L'artigianato, ed il gusto delle donne del Columbia River erano ricchi e complessi ed alcune di loro, nel XX sec., raggiunsero fama nazionale.
Questa ricchezza si è mantenuta fino ad oggi.
Il mio vorrebbe essere un omaggio a quelle donne ed artiste.
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As someone better than me has told beadwork is not the fast art in the world.
According to the complexity of the pattern (and the personal ability) there is need of a lot of hours until the final result. However the making, to who is impassioned, can be a moment of relax, a sort of "meditation". Here is a mine job partially finished.
The original one, in the first photo, was a 1860's "Flat Bag" of the Plateau area.
it has been reproduced for a museum project by the greatest area artist: 
http://angelaswedberg.blogspot.com/2010/07/ca-1860s-plateau-bag-replica.html
The craftsmanship and the taste of the women of Columbia River were rich and complexes and some of them, in the XX century, were renowned at national level. 
This wealth is maintained still today.
Mine would want to be a homage to those women and artists.

 

martedì 31 agosto 2010

Hotóamé'éhne - Appare il Bisonte



Il bisonte rappresentò per gli Indiani d'America una fonte insostituibile per soddisfare tutti i bisogni della vita quotidiana.
Recenti studi rilevano come gli stessi nativi, in epoche remote ed in modo continuativo, avessero favorito l'aumento del numero di questi animali mediante l'utilizzo controllato del fuoco nelle Grandi Pianure, al fine di creare nuovi pascoli per le mandrie. Al momento dello sbarco di Colombo, secondo calcoli accreditati, in Nordamerica vivevano 35 milioni di bisonti. Alla fine dell'800 ne erano rimaste poche centinaia di capi. Benjamin Capps nel suo "The Indians" (New york, 1973) elenca ottantotto oggetti diversi fatti dagli Indiani con le parti del bisonte.
Questo è un loro possibile breve elenco:
1) Cervello - concia delle pelli
2) Teschio- cerimonie, sun dance, preghiere
3) Corna - tazze, contenitori per il fuoco o per la polvere da sparo, copricapi, giochi
4) Lingua- il taglio più prelibato di carne
5) Barba- ornamento per accessori o armi
6) Pelle cruda- contenitori, abbigliamento, copricapi, scudi, sacche della medicina, suole per mocassini, sonagli, tamburi, corde, selle, foderi, piccole imbarcazioni (bull boats) custodie per lance, maschere per i cavalli,borse per pallottole, cinture
7) Pelle- mocassini, contenitori, abbigliamento, copricapi, mantelli per l'inverno, casacche, leggins, cinture, abiti femminili, faretre, coperture per il tipi, foderi per pistole, bambole
8) Zoccoli e zampe- colla, sonagli
9) Carne- (ogni parte era mangiata), pemmicam (carne essicata per l'inverno), jerky, le interiora (fegato) erano mangiate immediatamente all'atto dell'uccisione dell'animale
9) Stomaco- contenitore per il trasporto dell'acqua e per cucinare
10) Scroto- sonagli
11) Vescica- borse per gli aculei, borse femminili
12) Intestino- guaina impermeabilizzante per flauti, tazze etc.
13) Pelle delle zampe- mocassini, stivali invernali, borse a sacca
14) Escrementi- combustibile 
15) Coda- uso nei riti, scacciamosche, decorazione delle logge
16) Ossa- cotelli, punte di freccia, struttura per la sella, clubs (mazze da guerra) aghi, pennelli, giochi
17) Tendini- usati negli archi, come filo per cucire, colla etc.
18) Pelo- copricapi, imbottitura per le selle e per i cuscini, palle della medicina
19) Intero animale- totem, simbolo del clan, il bisonte bianco (albino) era ritenuto sacro quello adulto dal pelo giallastro era raro e di molto valore.

sotto: set di zoccoli e vescica di un bisonte

dono della mia Aissksinimatstohki

(Insegnante o "Una che conosce le cose" in Blackfeet) 

giovedì 19 agosto 2010

Il Lago degli Spiriti Perduti


Sopra: borsa con alce- zona del Plateau
UNA LEGGENDA WASCO 
Nei giorni del Grande Padre vicino al Monte Hood viveva un guerriero di nome Plain Feather. Il suo Spirito Protettore era un grosso alce. L'alce insegnò al guerriero a cacciare così bene che egli divenne il migliore nella sua tribù. Ma sempre il suo Spirito Protettore gli ripeteva: "non cacciare mai più di quello che puoi usare per i tuoi bisogni. Solo così ci sarà abbastanza cibo per tutti". Plain Feather obbediva al suo Spirito. Gli altri guerrieri lo prendevano in giro perchè non voleva tirare con l'arco solo per divertimento ma egli obbediva al suo Spirito.
Smart Crow, uno degli anziani della tribù, pensò malvagiamente di far disobbedire il guerriero alle parole del suo Spirito. Smart Crow dichiarò di aver avuto una visione e che il Grande Spirito gli aveva detto che l'inverno sarebbe stato lungo e freddo. "Uccidete quanti più animali possibili" disse Smart Crow ai guerrieri "dobbiamo conservare la carne per l'inverno". Plain Feather non voleva disobbedire ma alla fine credette a Smart Crow. Per primi uccise cervi ed orsi e alla fine trovò cinque bande di alci. Li uccise tutti tranne uno che fuggì via ferito. Attraverso le foreste e su per le montagne seguì le tracce dell'alce e alla fine lo raggiunse in un piccolo lago. Allora sentì chiaramente l'animale dirgli "Perchè mi hai disobbedito?" "Tutto intorno a te ci sono gli spiriti degli animali che hai ucciso". "Io non sarò più il tuo Spirito Protettore. Tu mi hai disobbedito e hai tradito la mia amicizia". Ferito nel corpo e nella mente Plain Feather tornò al villaggio. "Io sono malato" disse "Ho perso il mio Spirito Protettore, il Grande Alce. Lui è nel lago degli spiriti perduti". Quindi si girò su un fianco e morì. Da allora gli Indiani chiamano quel lago "Il Lago degli Spiriti Perduti". Dentro vi sono gli spiriti di migliaia di morti. Sulla sua superfice, come un monumento a loro, si riflette il Monte Hood.
sotto: un mio amuleto in forma d'alce
realizzato in cuoio crudo, colla animale e pigmenti minerali
 

sabato 7 agosto 2010

Nonna Tartaruga


Sopra: amuleto per il cordone ombelicale Sioux

Fra le Prime Nazioni la tartaruga era considerata un simbolo di forza, perseveranza e fertilità. Era tale il rilievo ad essa riconosciuto che il suo simbolo era parte del linguaggio dei segni usato per comunicare fra tribù diverse. Nelle Grandi Pianure il segno della tartaruga era un augurio di lunga vita. Ma la tartaruga era anche il simbolo della verità e conoscere la verità voleva dire capire e restare fedele alle leggi fondamentali del Creatore. Era anche credenza che la "Nonna Tartaruga", l'antenata ancestrale di tutte le tartarughe, fosse presente quando il Creatore diede agli uomini le sette leggi sacre. "Nonna Tartaruga" era lì per garantire che le sacre leggi non sarebbero state dimenticate. Le placche sul dorso della tartaruga sono 13. Esse indicavano le 13 lune che compongono una singola rivoluzione della terra attorno al sole, testimoniando la verità del dettato del Creatore e delle sue leggi. Sul dorso ci sono anche 28 segni. Essi rappresentavano il corpo femminile e i suoi ritmi legati al ciclo lunare. L'intero guscio dell'animale serviva a ricordare agli uomini i piani del Creatore ed il loro realizzarsi nella realtà.
Per ogni nuova nascita nelle Pianure era uso comune di realizzare degli amuleti in forma di animali totemici per il bambino. Dato il significato che era riconosciuto alla tartaruga molti di questi amuleti avevano la forma dell'animale. Essi erano decorati con perline, aculei di porscopino etc. ed appesi alla culla del piccolo. All'interno dell'amuleto era conservato il cordone ombelicale essicato del nuovo arrivato.

Un mio amuleto in forma di tartaruga

giovedì 29 luglio 2010

Scudi da guerra


Sopra: scudo Crow conservato a Berlino

Lo scudo da guerra non era tanto una protezione fisica per il suo portatore quanto una protezione per il suo spirito. il guerriero che voleva realizzarne uno sceglieva una pelle grezza che doveva essere larga almeno due volte lo scudo da costruire. Facendosi aiutare da amici scavava una buca circolare per terra dentro la quale accendeva un fuoco basso e fissava, grazie a dei pioli, la pelle sopra l'apertura dello scavo. Si sfregava poi la stessa con colla animale e, per l'effetto del calore, essa iniziava a restringersi. Grazie all'aiuto dei compagni il bravo spostava, mano a mano, i pioli posizionandoli in modo adeguato alla nuova larghezza assunta. Ad ogni spostamento dei pioli la pelle era nuovamente impregnata con colla animale. Queste operazioni erano ripetute fino a quando la pelle non raggiungeva le dimensioni volute. A quel punto la si toglieva dai pioli, la si rifilava per eliminare i buchi lasciati degli stessi e le eventuali imperfezioni e si iniziava il procedimento di decorazione. La pelle trattata in questo modo diveniva sufficientemente dura da resistere ai colpi delle freccie, rimanendo, nello stesso tempo, abbastanza leggera per portarla in battaglia.
Questa tecnica è descritta, puntigliosamente dal pittore ed esploratore Catlin nelle sue "Letters".

 il dipinto originale di Catlin, conservato al ANMH, che raffigura l'operazione e la relativa cerimonia

Oltre a quelli da guerra esiste una tipologia di scudi definita "da danza". Sono scudi più leggeri non destinati a riparare il loro proprietario ma ad essere usati solo nelle cerimonie.
Vari esempi di disegni su scudi Cheyenne
secondo un trattato di etnologia.
Rappresentano le varie tipologie di spiriti che governano il mondo sotterraneo, quello terrestre e quello celeste

un mio scudo nello stile Cheyenne.E' realizzato in pelle grezza e dipinto con pigmenti minerali mischiati a colla animale

lunedì 26 luglio 2010

"Code di Castoro"


Sopra: fodero per coltello a "coda di castoro" Blackfeet- 1880

Durante i primi periodi di scambi fra gli Europei ed i popoli delle coste del Nord Est, su cui sorgevano i nuovi insediamenti duraturi (New York e Manhattan ad esempio), gli oggetti maggiormente barattati erano quelli destinati ad un utilizzo quotidiano. Aghi e filo per cucire vestiti, coltelli per la caccia, coperte per ripararsi dai rigori del tempo.

Praticamente ogni Indiano portava con sè almeno un coltello da usare per mangiare, pulire le pelli o cacciare. Con l'intensificarsi degli scambi i coltelli divennero più di uno e si fecero più sofisticati nelle forme.

Uno in particolare era definito a "Coda di Castoro" ed ebbe ampia diffusione fra i popoli delle Pianure Settentrionali. Erano coltelli spesso realizzati in Inghilterra (ed in Scozia in particolare) con una forma della lama a "daga" e manici ornati.

Sotto: la replica odierna di un coltello a "Coda di castoro"

Fra i Blackfeet (o Piedineri) si diffusse l'uso di realizzare foderi specifici per questi particolari coltelli, foderi con una forma inusuale, credo derivata da quelli tradizionalmente realizzati da quel popolo con cortecce. Tali foderi erano definiti in inglese "Dagger sheaths". L'effetto finale di questa tradizione fu quello di manufatti riccamente ornati ora battuti nelle aste di antiquariato a prezzi altissimi.

Sotto: un mio "Dagger sheath" nello stile Blackfoot